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Recensioni:
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FALL OUT-AMERICANANTI
AREA PIRATA 2003
Chi
segue o seguiva la scena indipendete italiana sicuramente si sarà
imbattuto nei fall out , storico gruppo italiano pionere del punk
anarchico nazionale e attivo ormai da parecchi anni, per la precisione
dal 1979. La band ha all'attivo innumerevoli concerti in italia e nel
mondo, osannati negli anni che furono, da personaggi del calibro di
jello biafra e da zine quali maximum rock'n'roll. Sorge quindi spontaneo
il domandarsi : "ci troviamo davanti ad una band ormai sterile o ad un
gruppo che va oltre alla squallida band e che tira avanti senza un
briciolo di passione?"
Quindi, tralasciando l'inutile tessitura di lodi, ci prestiamo
all'ascolto di questo disco che in un sol colpo riesce a spazzar via i
miei dubbi "pre-ascolto".Infatti ancora oggi, dopo ben 23 anni dalla
loro nascita, i fall out riescono ancora a stupire evolvendosi
attraverso gli anni pur riproponendo un classico "arcore italico".
Ovviamente non troviamo sostanziali innovazioni musical, anzi le
analogie con il passato sono molte. Infatti non è difficile, durante
l'ascolto, che capiti di associare alcune canzoni del cd con loro vecchi
dischi del passato,primo fra tutti Xenodrome, discone del 1992 che
comunque aiuta a rendere più piacevole l'esperienza per i nostalgici
della vecchia scena. Parlando dei testi,come era ovvio aspettarsi per un
gruppo del genere, ci troviamo di fronte a liriche di un certo spessore
politico in puro stile fall out che risultano sempre intelligenti e
ragionate. Concludento è quindi bello vedere come ci sia ancora,
nell'affollato panorama di produzioni italiane tutte uguali, chi sa
andare avanti anche guardando indietro. |
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