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MERDA
Da antichi miti dell'area mesopotamica...
Viveva in quel tempo, nei primi giorni del mondo, un sovrano molto ricco e
potente, che regnava su territori vastissimi.
Il suo nome era Kakka.yt ed era un uomo assai orgoglioso e superbo. Egli
era una persona molto attenta al lusso e all'aspetto esteriore delle cose
e per questo amava circondarsi delle donne più belle, vestirsi degli
abiti più pregiati, adornarsi dei gioielli più preziosi, cibarsi dei
piatti più prelibati.
Il sovrano amava la bellezza e la perfezione e di conseguenza odiava la
sporcizia e l'impurità, ma sopra ogni altra cosa odiava la merda, al
punto da essersene proclamato nemico. Aveva intrapreso dunque una crociata
contro di essa, facendo costruire i gabinetti a molti chilometri di
distanza dalla città (nella vana speranza che la gente rinunciasse a
cagare) e giustiziando tutti coloro che venivano sorpresi a farla altrove.
Il sovrano era talmente ossessionato che aveva fatto murare l'ano di un
cortigiano che aveva osato emettere una minuscola loffetta in la bemolle,
nemmno puzzolente e appena udibile.
Era una lotta, la sua, che dava ottimi frutti perché il suo reame era il
più pulito e splendente mai esistito e il popolo, seppur infelice, non
osava sporcarlo.
Ma gli rimaneva il più grave dei problemi perché, ebbene sì, anche lui,
così bello e perfetto e raffinato, così maniacalmente profumato e lindo,
anche lui che passava nella vasca da bagno 6 ore al giorno (e, orrore,
senza mai concedersi le gioie dell'idromassaggio intestinale che tanta
gente ha reso felice) andava regolarmente di corpo due volte al dì.
Da anni i medici, i maghi e gli scienziati di corte studiavano il modo per
farlo smettere, ma avevano ottenuto solo di fargliela fare rosa e con un
lieve retro-aroma di rosmarino.
Il sovrano si disperava, e più si disperava, più si accaniva:
costringeva i contadini e perfino i cavalieri del suo esercito a girare
col palettone per gli escrementi di bovini e cavalli, e aveva addirittura
imposto che non si potesse più costruire nulla col legno marrone, che la
terra venisse dipinta di verde, azzurro e violetto e che la nutella
venisse fatta col cioccolato bianco.
La sua vita si susseguiva così monotona e candida da anni, tra una
decapitazione di un venditore di prugne e una lacrima a solcargli le
guance ogni volta che si sedeva sul water, ma il destino aveva in serbo
qualcosa di sconvolgente.
Accadde dunque un giorno che gli giungesse voce dell'esistenza di una
fanciulla tanto bella che si diceva che gli dèi stessi facessero la fila
per incontrarla.
Subito il sovrano la volle al suo cospetto ed inviò quindi immantinente
una spedizione che la conducesse a palazzo. Quando ella arrivò Kakka.yt
trasalì: era veramente splendida, con i capelli d'oro, gli occhi di
zaffiro e la pelle d'avorio.
Il sovrano le chiese di ballare per lui e la donna danzò in modo così
sensuale ed aggraziato che gli stumenti continuarono a suonare da soli
anche dopo che i musicisti avevano finito il brano, pur di farla
continuare.
Quella notte stessa kakka.yt la chiamò a giacere nello stesso letto con
lui.
La ragazza si presentò al re nuda e perfetta, incantevole ed erotica: la
più bella visione mai scorta da occhio umano.
Il re la ghermì ed iniziò a baciarla, carezzarla, stringerla forte a sè.
E proprio mentre stava per raggiungere l'apice della felicità
(chiamiamolo così...), ecco che la splendida creatura emise un lieve
peto, accolto dal re con meraviglia.
<<Ti perdono, mia amata>>, disse però, magnanimo, dopo
essersi ripreso dallo stupore.
Ma la ragazza si mise a ridere malvagiamente e proruppe in una serie di
scoregge una più potente, sonora e puzzolente dell'altra (sembrava che
fosse la notte di capodanno in Iraq), per concludere poi con un poderoso
peto a squarciaculo che tolse il respiro all'attonito sovrano.
Dopodiché la ragazza iniziò a defecare, e cagò talmente tanto che
sommerse il re fino alla gola in una massa marrone semiliquida e
tremendamente impestante.
Il re piangeva senza pudore e non credeva a ciò che era accaduto,
quando...
La donna iniziò a trasformarsi.
Kakka.yt capì tutto, quando vide che, sotto le spoglie di femmina
meravigliosa, gli si era in realtà presentato il dio Merdàk, signore
dello sterco, delle flatulenze e dei letami.
Da quel giorno il re capì i suoi errori e cambiò vita. Costrinse tutti i
suoi sudditi a cagare sempre e dappertutto, riempiendo le strade di merda.
Il popolo gioiva, poiché i fiori crescevano forti e rigogliosi, tutti la
pestavano e vincevano al super enalotto, nessuno doveva perdere più tempo
a lavarsi, nessun nemico si sognava nemmeno lontanamente di invadere il
paese e gli sceneggiatori di telenovelas e varità trovavano spunti di
ispirazione dappertutto.
Fu da questa civiltà che nacquero tutte le altre del mondo..
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