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CCCP – fedeli alla linea -
1964-1985 AFFINITA’/DIVERGENZE FRA IL COMPAGNO
TOGLIATTI E NOI del conseguimento della maggiore età
Estenuante
titolo per il secondo album dei CCCP che,ovviamente,non è casuale.
Sembra infatti essere una citazione a un opuscolo pubblicato dall’URSS
nel momento in cui Togliatti prese le distanze dallo stalinismo. Dieci
tracce il cui ascolto sembra farci sussultare come presi da scosse
insostenibili. Basta premere PLAY per entrare in un mondo di atmosfere
oscure e indefinibili. Pochi secondi di silenzio interrotti
violentemente da una sferzata di chitarre gracchianti e dall’urlo di
Ferretti che annunciano l’inizio della canzone-inno “CCCP”,la quale
svolge da presentazione offrendoci immediatamente una panoramica
confusa,come volevasi dimostrare,delle idee del gruppo. E continua
imperterrita nel suo nervosismo sfumando piano e lasciando il posto a
“Curami” che affianca al rock uno xilofono rievocante dolci carillon. Un
lungo pezzo strumentale e poi la voce sgraziata di Ferretti a sovrastare
la tranquillità da prima creata. Recita un tono disperato che trasmette
tutta la psicosi e le paranoie degli anni ’80 (“solo una terapia,solo
una terapia..”) sino a spegnersi e poi riprendersi con lo stesso clima
di nevrosi in “Mi ami”,una delle canzoni più famose dei CCCP. Una
ballata triste e rassegnata è invece “Trafitto” che sembra volerci
preparare per la successiva “Valium Tavor Serenase”dal ritmo forsennato,
velocissimo hardcore che, in perfetto stile CCCP, si interrompe di colpo
con un intermezzo di liscio da balera (“Emilia mia,Emilia in
fiore..”)per poi riprendere immediatamente quanto aveva iniziato. E poi
ancora “Morire”col suo canto indolente proclama una triste prospettiva
“Produci Consuma Crepa” e “Noia” cupa come da titolo. Ci si avvia verso
la fine con “Io sto bene”,inno generazionale che tende ancora una volta
a rispecchiare una surreale depressione(“Non studio,non lavoro, non
guardo la TV,non vado al cinema,non faccio sport”) e con “Allarme”,un
preludio tango-rock per ciò che ci aspetta con Emilia Paranoica,a mio
parere,il capolavoro e forse la più rappresentativa di tutta la
produzione marchiata cccp. Anche se in versione “remiscelata”,Emilia
Paranoica dona ancora tutto il suo surrealismo a cominciare dal ritmo
lento e oppressivo che si protrae straziante accompagnando la voce di
Ferretti la quale trascina un impietoso urlo sino a far velocizzare la
stasi in una violenta corsa. Come un uccello intenzionato a spiccare il
volo,ma che pietosamente poi ricade nel solito opprimente oblio nella
propria inettitudine. L’Emilia diviene sfondo per una desolante
aberrazione della solarità e dell’allegria che di solito le vengono
attribuite. Un testamento che definisce quello che sembrerebbe essere un
unico delirio. Concludendo credo che questo sia uno dei migliori lavori
pubblicati dai CCCP, musicalmente grezzo, certo,ma di una “sporcizia”
che crea un connubio esemplare con le tematiche e con le atmosfere. Il
carisma del leader Giovanni Lindo Ferretti si riflette in ogni parola e
sarà giustamente quest’album a far conoscere ed apprezzare tutto ciò che
è ed è stato
TRACK LIST:
01) CCCP
02) Curami
03) Mi ami? (remiscelata)
04) Trafitto
05) Valium Tavor Serenare
06) Morire
07) Noia
08) Io sto bene
09) Allarme
10) Emilia Paranoica (remiscelata)
A cura di outoftheabyss |