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 Recensioni:
The Chariot - Everything is alive,everything is breathing,nothing is dead and nothing is bleeding

Era il 2002 a Birmingham e durante un Live dei Norma Jean al Funeral Fest il cantante Josh Scogie annuncia tra il grande stupore del pubblico e del gruppo stesso che quello sarebbe stato il suo ultimo show.

Quali sono le motivazioni che spingono un uomo a lasciare una delle migliori band Metal-Core,proprio nel loro momento di maggior successo? Avevano appena venduto 58.000 copie con l’ultimo album “Bless The Martyr and Kiss the Child” e si apriva per loro un tour dalle grandi prospettive.

La risposta non c’è mai stata,almeno fino ad oggi,fino all’uscita di “Everithing is alive…..” sotto la label amica Solidstate. Josh non è stato con le mani in mano, ha racimolato 4 ragazzi di Douglasville e li ha istruiti bene bene creandosi un tappeto heavy dove poter dar sfogo ai suoi deliri partorendo dal nulla questa nuovo progetto dal nome Chariot. Prodotto da Matt Goldman ad Atlanta,l’album ricalca inizialmente lo stile Norma Jean, per poi spaziare successivamente in un suono più personale, riff caotici e ripetitivi si susseguono senza tregua,anche se i due chitarristi  sembrano poco amalgamati tra loro,con Josh mai sazio di strillarti in faccia tutto il suo dogma.

“Everithing is alive….” è molto brutale e duro,le canzoni sono di durata media con titoli lunghissimi per dare ancora più significato ai brani, testi meno pessimisti ,un Josh che appare più tranquillo con una visione migliore del mondo che lo circonda e con la solita passione per i barbecue e lo sweet tea. La grande fede religiosa torna però in Yellow Dress dove dichiara in spagnolo “Jesus,yo quiero que este mundo te conosca” promuovendo in modo estremo (come la sua musica) il cristianesimo come unico rimedio per il male del mondo.

L’album continua senza interruzioni fino alla fine ,40 minuti di delirio Hard Core con poca logica e molta improvvisazione, soddisfa ma senza entusiasmare,un buon esordio insomma ma i Norma Jean stanno avanti di brutto e forse la scelta di Josh non è stata azzeccata ,anche se la prova migliore è sicuramente la sua (e che prova!) dimostrandosi indubbiamente uno dei migliori (e coraggiosi) cantanti della scena; “creare qualcosa partendo dal niente, è questo il concetto di arte”,forse è questo il vero motivo del suo abbandono.

TEG