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 Testi:


LA GUERRA INFINITA (2001)

 

E’ COLPEVOLE UGUALE

Se io potessi ti direi di questo traffico che in Germania va

Se io potessi fermerei l’odioso traffico che in Germania va

Libera, libera, liberà la lama immonda che affonda

Liberi, liberi, liberi non saremo finché non fermeremo la VIVISEZIONE!

Dietro ‘sto traffico che in Germania va! (x3)

Ciò che sappiamo è ciò che più non ci piace

Sono i bastardi che stan dietro la strage

Chi ruba i cani e li rivende in Germania

Il mio nemico sarà, il mio nemico sarà

Vivisettore boia per ogni animale

Chi porta i cani è colpevole uguale

Ma chi gli porta i cani è colpevole uguale

E mio nemico sarà e mio nemico sarà

 

FACCIA DA PAURA

Guardo l’immagine che lo specchio mi ridà

Sempre quello stesso volto senza mai una novità

Vedo un immagine di noia e disperazione

Una brutta faccia strana che mi manda in depressione

Guardo l’immagine che lo specchio mi ridà

Quell’immagine che solo in uno specchio rotto svanirà

Vedo quel volto quella faccia scura

Quella faccia da paura così inutile e sicura ma

Mai… sicura si di non piacere

Mai… sicura di non stare bene

Mai… sicura di comprendere

Sicura di conoscere un destino che promette solo guai

Mai… sicura che lei non vincerà

Mai… sicura che non si salverà

Mai… sicura di conoscere

L’angoscia di una notte che è passata in depressione ma

Quando mi metto davanti a degli specchi

E tutto ciò che vedo sono i miei profondi occhi

Così profondi, così profondi e tristi

Così irreali e strani come mai li avevo visti

Potrei reagire ma la mia forza chissà dov’e

Ormai sono sconfitta ed è la vita che mi vive

Vieni mia belva a distrarre l’attenzione

Ci sono io, ci sono io, ci sono io che non sto ferma

Mai… che di lottare non smetterò

Mai… che non ho raggiunto nulla

Mai… sicura di conoscere

Sicura di comprendere un destino che promette solo guai

E va… e va… e va… e vaffanculo

Sicura di non piacere mai

E va… e va… e va… e vaffanculo

Sicura di non stare bene mai!

 

LA GUERRA INFINITA

Brevi guerre lampo che durano millenni

Sono sempre gli stessi ad uscirne indenni

Guerra dei sei giorni che durerà100 anni

E tu dov’eri e cos’eri in questi 40 anni

Sono qui per te sono qui per me

Se non hai voce umana o se hai una pelle diversa

Sono qui ad aspettare sono qui a sperare

Che tu ti unisca a me in questa guerra persa

Dico no al dolore con il pensiero di Gandhi

Come petali di un fiore contro le guerre dei grandi

Conosco i miei nemici sono economisti e preti

Che uccidono i miei amici con le guerre e coi divieti

RIT.: Perché la guerra infinita è

        Perché la guerra dei poveri è

        Perché una fine non c’è

        Perché c’è il dolore che tocca anche ma

        Perché lo specismo/razzismo che c’è

        Perché è la morte peggiore che c’è

        Perché la guerra infinita è

        Perché è la guerra che ho dentro di me!!

Brevi guerre lampo che durano millenni

Sono sempre gli stessi ad uscirne indenni

Guerra dei sei giorni che durerà 100 anni

E dov’eri e cos’eri in questi 40 anni

Sono qui per te sono qui per me

Se hai perso la famiglia massacrata in una guerra

Sono qui ad aspettare cerco di reagire

Cerco di fermare chi devasta questa terra

Cristiano contro arabo mussulmana contro ebrea

Questo mondo infame mille guerre al giorno crea

Sono ciò che sono vedo ciò che vedo

Sopravvivere è una guerra una guerra in cui non cedo

RIT.: Perché la guerra infinita è

        Perché la guerra dei poveri è

        Perché c’è il diluvio ma non c’è Noè

        Perché l’arca è già dentro di me

        Perché sono sotto le bombe con te

        Perché il più debole ha bisogno di te

        Perché la guerra infinita è

        Perché è la guerra che ho dentro di me!!

 

GIUBILEO

Lo fai il tuo giubileo? Lo fai, lo fai o no?

Mi son già rotto i coglioni per cui io non ci verrò!

Lo fai il tuo giubileo? Lo fai, lo fai o no?

Mi son già rotta le ovaio per cui io non ci sarò!

Lo fai? LO FAI!! Davvero...

E io no posso fare niente per fermare il giubileo

Lo fai? LO FAI!! Davvero...

E io non posso fare niente per fermare il giubileo

Cristiani dappertutto! Lo fai, lo fai o no?

Per non chiudermi nel cesso in Transilvania me ne andrò!

Cristiani, preti e suore! Lo fai, lo fai o no?

Nuoterò contro corrente e alle Mauritius finirò!

Lo fai? LO FAI!! Davvero...

 

VOGLIO IL  MEA CULPA

Troppo facile pentirsi per gli errori del passato

Troppo facile il mea culpa e dire ciò che è stato è stato

Olocausti, inquisizioni non saran dimenticati

Perché nuove dittature sono sempre qui in agguato

Siete falsi siete marci siete sempre col più forte

Siete schiavi di un papato coi suoi simboli di morte

Voglio il mea culpa per chi è qui e muore di fame

Voglio il mea culpa per chi è gay e vive male

RIT.: Meno male che c’è meno male che io

        Sono un po’ disadattato sono qui e bestemmio Dio

        Nello schifo di sempre io non credo più a niente

        Sono un giuda sono un grezzo e ora mi sbattezzo

        Meno male che c’è meno male che io meno male che c’è la possibilità!

Voglio il mea culpa per le donne maltrattate

Costrette a far silenzio per non venir bollate

Voglio il mea culpa perché scatenate guerre

Voglio il mea culpa perché divorate terre

Cardinali preti e vescovi siete un mucchio di immondizia

Siete sempre gli alleati di polizia e finanza

Voglio il mea culpa perché scatenate guerre

Voglio il mea culpa perché divorate terre

RIT.

Per l’uomo fatto immagine del vostro dio perfetto

Che se fosse poi vero vi avrebbe già distrutto

Voglio il mea culpa perché siete sporchi dentro

Voglio il mea culpa io vi sarò per sempre contro

Per la mentalità dell’uomo dominante

Per la mentalità dell’uomo prepotente

Voglio il mea culpa perché siete sporchi dentro

Voglio il mea culpa io vi sarò per sempre contro

 

COSTRETTI A SANGUINARE

Costretta a sanguinare in un mare di cemento

Non mi pento di una scelta che mi spinge controvento

Dove prima c’erano pecore ora c’è soltanto un clone

E trovare un prato verde è ormai fuori di questione

Costretta a sanguinare in un mare di cemento

È una scelta razionale è l’istinto che ora ho dentro

Dove prima c’era un fiume ora c’è solo una fogna

E proibire anche la canapa è stata proprio una vergogna

Il mio sangue è come un virus e come un virus si presenta

È piccolo e cattivo e se lo incontri ti spaventa

Il mio sangue è come un virus e come un virus si disperde

Dentro questa società dove chi non tace perde

Costretta a sanguinare in un mare di cemento

È il mio sangue pieno d’odio e sopravvivo a stento

In un mare tutto grigio sono l’unico colore

Rosso scuro, rosso sangue rosso pieno di sorprese

E la manipolazione dei geni dei viventi

Produce nuove razze malaticce e sofferenti

Nuove piante nuove razze nuovi cloni innaturali

Nuovi cibi sulla tavola, nuovi cibi criminali

RIT.: Inquina la società e non la natura

        Reagisci e contrasta un mercato senza senso

        Reagisci e diffondi la voce del dissenso

 

VACANZE A CUBA

Il papa è andato a Cuba è diventato comunista

È andato proprio lui che è sempre stato un po’ fascista

E Cuba è già cambiata, non più lotta comunista

Basta Che Guevara solo santi nella lista

Vacanze a Cuba, seguendo Giuda(x2)

Il papa è andato a Cuba viaggia con facilità

E di sparargli in fronte non c’è possibilità

Un colpo andato male colpa di Alì Acgha

Quell’attentato che è fallito è purtroppo la realtà

Vacanze a Cuba, seguendo Giuda(x2)

Ho visto il papa e Castro che si davano la mano

Cristo e Che Guevara messi sullo stesso piano

L’ embargo fatto a Cuba era un atto disumano

L’ embargo che vogliamo lo vogliamo al vaticano

Il papa è andato a Cuba è diventato comunista

È andato proprio lui che è sempre stato un po’ fascista

C’è chi si rassegna ed è chiamato fatalista

C’è chi non lo fa ed è chiamato terrorista

Vacanze a Cuba, seguendo Giuda(x2)

Ho visto il papa e Castro che si davano la mano

Cristo e Che Guevara messi sullo stesso piano

L’ embargo fatto a Cuba era un atto disumano

L’ embargo che vogliamo lo vogliamo al vaticano

 

LEGALIZZATELA!

Una nuova legge che molto cambierà

Caro il mio politico è la tua opportunità

Pensa a nuove rotte che sognare ti faranno

Pensa che ora puoi LEGALIZZARE!

Fuori i pesci piccoli dai crimini banali

Caro il mio politico pensa ai veri criminali

Pensa a quanto posto che si forma nelle carceri

Pensa che ora puoi LEGALIZZARE!

RIT.: No, no, no, non è questo il modo

         Per cambiare la tua vita

         No, no, no, non è col sopruso

         Si, si, si, LEGALIZZATELA!!

Pensa a quanta carta che puoi fare senza sforzo

Sono abiti e tessuti sono tutti a basso costo

Pensa che ora puoi salvare l’Amazzonia

Pensa che ora puoi LEGALIZZARE!

Pensa quante tasse che puoi fare pagare

A chi distribuisce il fumo per sognare

Pensa a quante entrate, al fiume di denaro

Pensa che ora puoi LEGALIZZARE!

RIT.

Pensa a quanti soldi alla mafia ruberai

Caro il mio politico meno tasse inventerai

Pensa che più fumi e meno pagherai

Pensa che ora puoi LEGALIZZARE

Ma tu non lo farai perché sei solo un picciotto

Caro il mio politico sei falso e sei corrotto

Cattolico tu sei e mai tu guarirai

Ma pensa che ora puoi LEGALIZZARE

RIT.

 

LOTTERO’ DA SOLO

Suona la mia sveglia (cristo!) e il mio primo pensiero

È che non sarò mai pronto a reagire e ad uscire

Qui dal buio che mi protegge e che mi rende vero

Che mi da la forza di uscire e di lottare

RIT.: Lotterò da solo, perché solo io sarò!

E io lo chiamo mio ma questo mondo ostile

Non è fatto per chi pensa per chi agisce e per chi vive

Per chi agisce a testa alta e non si sente un vile

Per chi sa che sarà dura e sa che non è un gioco

RIT.

Gioco senza posta, senza alcuna regola

Non si vince e non si perde e alla fine c’è solo

La morte che ci aspetta, ci prende per la gola

Ci dirà che è tardi ma io non starò fermo e

RIT.

Io non sono pronto e non lo sarò mai ma

Lotterò fino alla fine, un vichingo con moderne spade

In testa in guerra persa, come un samurai

Io sceglierò il momento e poi fino ad allora

RIT.

 

NANNEDDU MEU (testo tradizionale sardo)

Nanneddu meu su mund’est gai

a sicut erat non torrat mai

semus in tempos de tirranias

ifamidades e carestias

como sos populos cascant che cane, gridende forte

« Cherimus pane ».

Famidos, nois semus pappande

Pan’e castanza, terra cun lande

Terra ch’a fangu tottat du poveru

Senz’alimentu, senz’a ricoveru

Semos sididos in sas funtana

pretende s’abba parimus ranas

peus su famene chi forte sonat

sa janna tottus e non perdonat

cuddas banderas numeru trinta

dabinu’onu mudad’han ttinta

appenas mortas cussas banderas

non più s’osservant ismbreagheras

sos tritus corvos a chie los lassas?

Pienos  de tirrias e malas trassas

E gai chi tottus faghimus gherra

Pro pagas dies de vida in terra

Asiusus Nanni tenedi contu

Fanghe su surdu e ttad’a tontu

A tantu l’ides su mund est gai

A sicut erat non torrat mai

 

GIOVANI MAESTRE UCCISE

Chiusa in un bar dietro una pinta di Guinness

Apro la mente e lascio andare il pensiero

Il mondo intero è qui riflesso nel vetro

Il bicchiere vuoto poi lo scaglio nel cielo

Come un messaggio verso terre di mezzo

A metà strada tra tortura e digiuno lancio un pensiero verso terre del cazzo

La gente muore e non ne parla nessuno

RIT.: Ma vola e la mia mente vola e cerca nuove strade

        E trova nuove strade piene, piene di paura

        Ma la mia mente vola e il mio pensiero vola

        E la mia mente s’apre e mai più sarà chiusa

Ancora pinte piene di pessimismo

Un nuovo bar nuovi problemi e bicchieri

Scopro di odiare ogni integralismo

Quando ripenso alla vita ad Algeri

RIT.

Veli sul viso alle caviglie le gonne

Le calze e i guanti proprio in faccia al deserto

Maestre uccise perché erano donne

Da chi del sacro si ritiene un esperto

Stessa la razza stessa la religione

Ma è sempre guerra e ammazzare il diverso

Diverso è chi ascolta un'altra opinione

E in strade nuove non si sente disperso

RIT.

Ancora pinte piene di pessimismo

Guardando immagini di sangue e dolore

Scopro di odiare ogni integralismo

Negli occhi sbarrati di una ragazza che muore

RIT.

 

DIMMI ORA

Dimmi ora, allora dimmi ora, allora dimmi ora se è la mia ora

Dimmi ora, allora dimmi ora cos’è sta cosa che mi divora

Dimmi ora che cos’è sta cosa che mi divora, mi consuma dentro

Mi consuma mi brucia dentro, un urlo intenso che si alza e grida contro

Continuiamo da dieci anni su palchi sporchi e siamo poi gli stessi

Che non vedono mai soldi ma che per questo non vendono se stessi

VARRA’ LA PENA?

E si e siamo noi, offriteci una birra e noi continueremo con musica e parole

Storie di vita vera, siamo qui sta sera niente storie d’amore ma brutalità e dolore

Dimmi ora con quale spinta che da un vulcano la lava fuoriesce

La stessa cosa che dentro me guardando il mondo la mia rabbia cresce

Continuiamo da non so da quando, non so per quanto e siamo poi gli stessi

Niente mai rimborsi o soldi ma in questo credo, niente compromessi

VARRA’ LA PENA?

 

FORMIGONI

Tutti mi dicono che non scopo mai

Tutti mi dicono che non scopo mai.

E Formigoni… Porco Dio, E ci hai rotto i coglioni

E Formigoni… Porco Dio

E fai le pompe a?… I don’t know

E  50 anni, 50 buttati al vento

Una vita morta vissuta come in convento

E Formigoni… Porco Dio, E ci hai rotto i coglioni

E Formigoni… Porco dio

E fai le pompe a?… I don’t know

E 50 anni di fede morte e paura

Una vita morta vissuta contro natura

E soldi dati per fede e paura

 

SONO UN CLANDESTINO

Non ti ridò ciò che ora ho in tasca

Ciò che mi hai rubato finchè non ho detto basta, perché io

Non ti ridò il segreto del mio dono

Tutto ciò che cresce in me e mi rende ciò che sono, perché io

Non ti ridò ciò che ora ho dentro

Ciò che vedo ciò che trovo ciò che tocco ciò che sento, perché io

Non ti ridò ciò che ti spaventa

Ciò che vedo, imparo e che mio diventa

RIT.: Clandestino sono un clandestino

        L’autore della mia vita

        Clandestino sopra un palco mio

        Un palco che ho rubato e che non darò via

Non ti ridò la parte che mi hai scritto

Perché io l’ ho buttata come era mio diritto, perché io

Non ti ridò le prove del processo

Assolto come sono me ne vado proprio adesso, perché io

Non ti ridò ciò che ti ho rubato

La voglia che tu hai di vedermi massacrato, perché io

Non ti ridò lo schema in cui mi hai messo

Provaci di nuovo non ci riuscirai lo stesso

RIT.

 

SCHIACCIA QUEL TASTO

Risolti i problemi nel G7 alimentare

Per il terzo mondo solo internet virtuale

Ascolta quei cuori che soffrono ogni battito

Non dire cazzate e togli quel debito

Tutto quel potere è un allucinazione

È troppo, prende in testa è come una vertigine

Se solo ci pensi nel tuo corpo corre un fremito

Se solo ci pensi a cancellare il debito

Sotto quel dito un potere eccezionale

Potere delG7, potere di annullare

Potere di donare la vita con un dito

E schiacciare un tasto e cancellare il debito

Io che sono qui e sono piena di debiti

E tu già che ci sei puoi cancellare anche i miei

Ma no ma lascia stare io posso ancora sperare

Ma c’è chi non può farlo c’è chi non ce la può fare

E tu col tuo computer col tuo sito web

C’è chi la corrente elettrica non sa neanche cos’è

Ma tu si lo sai bene che c’è un unico rimedio

Schiaccia quel tasto e cancella il debito

 

SARA E MARA

Sara vive a Brescia e suo padre vende armi

E sua madre la rimprovera ogni giorno

Non andare al parco pieno di cani e vermi

Che ti sporchi i tuoi vestiti belli

Mara vive in Bosnia e suo padre è morto in guerra

E sua madre la rimprovera ogni giorno

Non andare al parco, non calpestare terra

Non raccogliere i giocattoli che trovi sottoterra

Sara vive a Brescia e suo padre vende armi

Ha spedito un nuovo carico di mine

E dice a sua figlia “tesoro mentre dormi

Io sto sveglio, sto sveglio e conto i soldi”

Mara vive in Bosnia e suo padre è morto in guerra

Ucciso da pallottole di Brescia

Sua figlia non ha un piede, una mina sotto terra

E non ha un braccio per un giocattolo per terra

Mine, mine sotto terra. Mine, mine antiuomo, da Brescia per la guerra

Mine, una fabbrica nascosta, ma è proprio lo IOR il maggior azionista

Mine, quest’arma disumana, fornite dallo IOR, la banca vaticana

 

BACIAMI IN BOCCA

Mafia a Palermo, lì la mafia non c’è

E chi ha detto il contrario poi è scomparso, dov’è?

Chi ha cercato e provato a far pulizia

È scomparso infognato nella burocrazia

E Falcone è morto, è morto Borsellino

E Caselli trasferito come un burattino

C’è un potere più grande, più di quello mafioso

È un potere che è intoccabile, è il potere più odioso

RIT.: Bacio, bacio il padrino, voglio un bacio assassino

Bacio sulla guancia, bacio sulla faccia

Quella faccia che controllava un ammasso di feccia

Quella faccia violenta brutta e malandata

Che rappresenta quella mafia che ormai è passata

È passata e finita, ha spento le sue candele

Soppiantata da una nuova più violenta e crudele

Avvocati di grido con più di una risorsa

Che accanto alla lupara usa i titoli in borsa

RIT.

Mi gioco il mio didietro, mi gioco il mio didietro

mi ci giocavo il culo che l’avrebbero assolto

accusato processato e alla fine risorto

mi gioco il mio didietro, mi gioco il mio didietro

mi ci gioco ancora il culo che lo assolveranno ancora

perché la stanza del potere è la sua prima dimora

C’è chi bacia Andreotti, c’è chi bacia Riina

C’è chi è paraculato dalla grazia divina

E a noi non rimane che baciare la tomba

Di Falcone, Borsellino e chi gli era vicino (2v.)

RIT.

 

DIRITTO ALLA VITA

Ho il nero dentro me, ho il nero nella mente

Ho il bianco fuori me che mi dice che c’è gente

Ho il nero che è causato dal dolore e dalla rabbia

C’è il bianco di quel camice vicino che mi abbaglia

RIT.: Di vivere la vita è un diritto che non ho

        Gli elettrodi che ho in testa sono tutto quel che ho

E io con occhi tristi che imploro un anestetico

E altri occhi freddi mi danno un nuovo stimolo

Uno stimolo ai miei nervi un elettrodo tortura

E io non ho più forza ho solo pena e paura

RIT.

Il dolore è ormai troppo mi rimane la follia

Di questo esperimento di una vita non più mia

E io mi sento dire “ che strano non reagisce”

Ma io non ho più forza, è la mia vita che finisce

RIT.

E io con occhi tristi che imploro la mia morte

Spero arrivi in fretta e mi apra queste porte

Le porte che mi chiudono in un mondo pieno d’odio

Le porte che ora chiudono questo laboratorio

RIT.